Nascosto lungo le lussureggianti colline di La Misère, che si affacciano sul terreno ondulato di Mahé, vive un uomo le cui mani danno vita al legno, alla pittura e alla memoria. Egbert Marday, uno degli artisti più rispettati e prolifici delle Seychelles, ha trascorso oltre quattro decenni a catturare le storie non raccontate dell’isola attraverso pennellate, intagli e texture. Il suo studio, Kreasyon Beau-et-Mien, è più di un semplice spazio di lavoro: è un museo vivente della storia, della creatività e della tranquilla resilienza locale.
Dalla biologia alle arti: un viaggio di passione
Il percorso artistico di Marday è iniziato con radici umili. Nato a Victoria nel 1953, ha inizialmente intrapreso una carriera scientifica, conseguendo una laurea in biologia. Tra il 1978 e il 1984 ha insegnato biologia alle Seychelles, instillando negli studenti l’amore per le scienze della vita. Ma il richiamo della creatività era forte. Dal 1984 al 1988 ha studiato Belle Arti presso l’Università di Saskatchewan e l’Università Concordia in Canada, completando poi il suo percorso accademico con un certificato di formazione post-laurea nel Regno Unito. Nel 1999, Marday si è dedicato completamente alla sua passione, diventando un artista freelance a tempo pieno, che da allora vive e lavora alle Seychelles.
L’evoluzione artistica di Egbert Marday è stata avvincente. I suoi primi lavori erano altamente figurativi e ritraevano pescatori, lavandaie, musicisti di strada e vivaci scene di strada – ritratti viventi della vita quotidiana. Con il tempo, il suo linguaggio visivo si è evoluto verso uno stile più astratto, che pone maggiore enfasi sulla texture e sulle emozioni, pur rispettando la narrazione. I suoi materiali sono diversi come i suoi temi: acrilici, oli, tecniche miste, pastelli, carboncino e legno di recupero che spesso conserva la sua forma organica e naturale.
Marday non è solo un artista, ma anche un commentatore sociale. Le sue opere rivelano una profonda empatia con i lavoratori, sia del passato che del presente, sia con i vivi che con i defunti. Che si tratti di catturare la lotta della gioventù moderna, il dolore della decadenza sociale o la forza spirituale di una comunità, la sua arte è onesta e senza fronzoli.
Lo studio: dove l’arte incontra l’esperienza
L’eccentrico studio di Marday, situato in cima a una collina, è allo stesso tempo una galleria e un rifugio. È una calamita per collezionisti d’arte, visitatori curiosi e passanti casuali. La sua clientela è eclettica, da chi cerca dipinti monumentali o mobili su misura a funzionali vasi per piante fatti a mano. La maggior parte del legno che utilizza è riciclato o di recupero e spesso lascia che sia la natura a dettare la forma dei suoi pezzi, permettendo a una radice, a un nodo o a una venatura di ispirare il design finale.
I visitatori possono anche commissionare opere personalizzate e sono in corso progetti per trasformare lo studio in un’esperienza culturale più completa. Sono previste sessioni d’arte mensili, in cui piccoli gruppi possono godere delle storie dell’artista mentre creano in uno spazio stimolante.
Il ricco portfolio di Egbert Marday comprende pittura, scultura e installazioni pubbliche, come le famose sculture all’ingresso dell’Ufficio Postale Centrale di Victoria o le fontane di vari hotel e residenze private.
Il lavoro di Egbert è stato esposto anche in Germania, Francia, Svizzera, India e Mauritius, riflettendo sia il fascino internazionale che la specificità culturale.
Dalle porte delle cattedrali intagliate a mano alle tele che riecheggiano voci ancestrali, Egbert Marday non è solo un artista: è un tesoro nazionale. Attraverso le sue mani, le Seychelles ricordano, guariscono e immaginano.






